Dompinocchio

La brutta storia di un Sindaco bugiardo.

Le bugie sono sempre una brutta storia. Quando a mentire è un Sindaco la storia diventa davvero brutta. Quando a mentire è un Sindaco e le bugie vengono dette ai cittadini o addirittura ad Istituzioni come il Prefetto, la storia diventa davvero orribile.

Non ci riferiamo alle molte promesse elettorali (trasparenza, partecipazione, eliminazione del vincolo della 167, eliminazione dei box in piazza Dalla Chiesa,…) che non sono mai state mantenute: ormai quasi tutti i cittadini si sono resi conto essere state fatte in campagna elettorale, ma dimenticate subito dopo aver vinto le elezioni. Ci riferiamo invece alle dichiarazioni, affermazioni e risposte del nostro Sindaco rivolte a cittadini, Consiglieri Comunali, e addirittura al Prefetto.

Abbiamo deciso di documentare qui tali bugie perché è comprensibile che chi amministri possa sbagliare (magari ammetterlo sarebbe una buona abitudine), ma non è invece tollerabile che chi rappresenta la comunità e dovrebbe essere da esempio, menta deliberatamente.

Bugia “Carte Valori”

Durante il Consiglio Comunale del 18 maggio si è discusso della petizione “Più verde e meno cemento a Certosa”, petizione sottoscritta da circa 800 cittadini per impedire la massiccia edificazione dell’are “Ex Carte Valori”.

Il Sindaco durante il Consiglio Comunale mente in modo deliberato affermando che le volumetrie attribuite su “Carte Valori” di Certosa sono il frutto delle previsioni del Piano Regolatore effettuate dalle precedenti amministrazioni.

Il Piano Regolatore, invece, prevedeva solo 10.000 mc di edilizia e una delibera voluta da Dompè e votata dalla sua maggioranza, ma fortemente combattuta da noi in Consiglio Comunale anche attraverso degli emendamenti e nel quartiere insieme ai cittadini, ha portato le volumetrie a 24.000 mc eliminando l’unica possibilità di avere un’area verde di discrete dimensioni all’interno del quartiere.

Questo il Sindaco lo sapeva bene: per diversi mesi infatti è stato contestato da noi, dai cittadini e dal Comitato di Certosa per questa sua scelta. Nonostante ciò in Consiglio, col naso più lungo del solito, non si è vergognato di mentire così palesemente ormai senza neanche più il senso del ridicolo.

Ascolta l’audio della vergogna

 

Bugia al Prefetto n. 1

Con un esposto al Prefetto del 23 settembre (leggi l’esposto), il Consigliere di Rifondazione, Massimiliano Mistretta, denunciava la mancanza, da parte del Sindaco, del rispetto delle leggi italiane e del regolamento comunale nel fornire risposta alle interrogazioni presentate da Consiglieri Comunali. Le risposte alle interrogazioni dovrebbero essere date nel termine di 15 giorni e il nostro Consigliere era in attesa dal 30 giugno (quindi da 89 giorni) di sapere i motivi dei gravi ritardi (87 giorni) nel ricevere la risposta ad una precedente interrogazione da lui presentata il 5 marzo 2010 sulla sicurezza della scuola materna di via martiri di Cefalonia.

Il Prefetto chiede al Sindaco “utili elementi di conoscenza e valutazione” (leggi lettera del Prefetto al Sindaco)

Dopo un po’ (il tempo necessario per recuperare l’interrogazione, scrivere e inviare la risposta al Consigliere – la risposta verrà inviata dopo un totale di 99 giorni), il Sindaco risponde al Prefetto (leggi la risposta del Sindaco al Prefetto) dicendo che “purtroppo i tempi per reperire tutte le informazioni e i dati richiesti dal Consigliere Mistretta non mi hanno consentito di fornire una risposta puntuale nei tempi previsti dal Regolamento”.

Questa però è la motivazione per la quale il Consigliere Mistretta avrebbe dovuto attendere 87 giorni nel ricevere la risposta all’interrogazione del 5 Marzo. Per fare tale affermazione non servivano certo 89 giorni né tantomeno i 99 in fine trascorsi .

Infatti, se è vero che l’interrogazione chiedeva il motivo del ritardo nell’ottenere risposta all’interrogazione del 5 marzo (motivo spiegato con i tempi necessari a reperire le informazioni) l’esposto al Prefetto denunciava il fatto che dopo 89 questa risposta non fosse ancora giunta.

Il Sindaco, affermando al Prefetto che il ritardo era dovuto ai tempi necessari per reperire le informazioni, ha pertanto mentito perché per affermare questa frase non servivano 99 giorni!

 

Bugia al Prefetto n.  2

Con un altro esposto al Prefetto del 23 settembre (leggi l’esposto), il Consigliere di Rifondazione, Massimiliano Mistretta, denunciava la mancata astensione dalla partecipazione alla deliberazione da parte di Consiglieri Comunali in condizione di cui all' ex Art. 78 c. 2  Dlgs. 267/2000.

Infatti la delibera aveva per oggetto “Atto di ricognizione con conseguente estinzione delle obbligazioni mediante parziale monetizzazione e cessione di aree delle lottizzazioni "Quartiere Affari" e "San Francesco" - Approvazione”.

L’obbligazione a cui si faceva riferimento era relativa all’aera di 45.000 mq di verde attrezzato a parco, rappresentante lo standard (aree che devono essere cedute da chi realizza un intervento edificatorio) del “Quartiere Affari” che doveva essere reperita nella vicina area denominata “San Francesco”.

I residenti del “Quartieri Affari” erano pertanto nella condizione di essere portatori di diritti soggettivi nel merito di tale delibera e pertanto avrebbero dovuto astenersi dalla discussione e dal voto sulla delibera.

Il Prefetto chiede al Sindaco “utili elementi di conoscenza e valutazione”.(leggi lettera del Prefetto al Sindaco)

Il Sindaco risponde al Prefetto (leggi la risposta del Sindaco al Prefetto) affermando che “si fa presente che la convenzione a suo tempo stipulata era tra il Comune e la Società ASIO, quindi non risultava coinvolto il Quartiere Affari, e che l’area interessata è differente da quella in cui potrebbero risultare delle proprietà dei Cnsiglieri Comunali”.

Il Sindaco, con tale risposta ha mentito al Prefetto poiché la convenzione fu fatta con ASIO, suoi successori e aventi causa, per la realizzazione del “Quartiere Affari”. I condomini e proprietari di immobili del “Quartiere Affari” acquistando gli immobili in quel quartiere subentrarono nella proprietà ad ASIO diventando automaticamente portatori dei diritti e dei doveri sanciti dalla convenzione.

L’area di 45.000 mq ricadente nel “San Francesco” appartiene pertanto al “Quartiere Affari” e su tale area, tutti i proprietari di immobili del “Quartiere Affari”, sono portatori di interessi soggettivi. Così come i Consiglieri che, pur non potendo, hanno partecipato alla discussione e voto della delibera.

 

Purtroppo non finisce qui...

Casella di testo:

PRECISAZIONE:

Con questa immagine non si vuole in nessun modo ledere la dignità umana del nostro Sindaco, piuttosto si intende rappresentare graficamente, in modo diretto e ironico i contenuti di alcuni comportamenti reali e documentati di cui il Sindaco, nel suo ruolo istituzionale, si è reso protagonista.

Tuttavia l’ironia dell’immagine non vuole in nessun modo sminuire la gravità dei contenuti delle azioni a cui ci si riferisce. Mentire è un fatto grave. Se un Sindaco mente significa che la verità che nasconde è più grave della menzogna che dichiara!